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Immobiliare e coronavirus: intervista a Marco Speretta, DG Gruppo Gabetti

Intervista Marco Speretta

Il settore immobiliare come tutti gli altri comparti produttivi è stato travolto dalla pandemia del Covid19 e vivrà gli effetti della crisi economica nei prossimi mesi. Abbiamo pertanto voluto intervistare MARCO SPERETTA, direttore generale Gruppo Gabetti, per fare un focus sul presente e futuro del mercato

1) Gli effetti economici delle prolungate misure di contenimento sono e saranno devastanti. Avete già una stima del danno economico per il vs comparto, in termini di mancati investimenti, introiti sfumati per gli intermediari, ed i conseguenti effetti occupazionali?

Allo stato attuale è ancora da valutare in modo preciso l’impatto dell’emergenza Coronavirus sul comparto: ciò dipenderà dalla durata del fenomeno, che attualmente non è prevedibile. Oggi procedono solo alcune attività, ma nel settore della intermediazione, l’attività risulta sostanzialmente ferma, soprattutto dopo la chiusura delle aziende e delle agenzie immobiliari. A livello annuale, qualora dovesse permanere una situazione di questo tipo, gli effetti porterebbero certamente ad un calo dei volumi e a seguire probabilmente anche dei prezzi. Al contrario se nel secondo semestre dovesse rientrare l’emergenza, ci stiamo strutturando per una ripartenza con modalità diverse di lavoro e questo potrebbe portare ad un recupero e in alcuni settori ed anche ad un effetto rimbalzo.

2) Guardando in positivo al futuro, quali potrebbero essere i trend? I tassi di interesse bassi potrebbero spingere all’acquisto di immobili (con i mutui), l’immissione di liquidità nel sistema e le misure di accesso al credito che il governo intende attuare, potrebbe stimolare una ripresa delle operazioni immobiliari?

Potrebbero essere elementi incentivanti, una volta che l’emergenza sarà contenuta.

Per quanto riguarda i mutui, se fino a qualche settimana fa non c’erano grandi differenze di costo tra un mutuo a tasso fisso e uno a tasso variabile, oggi si può dire che il tasso fisso, in alcuni casi, è paradossalmente più basso. Chi accende quindi un nuovo mutuo, o chiede una surroga trasferendo cioè il proprio debito residuo a un’altra banca, ha la possibilità di risparmiare notevolmente, fino a diverse centinaia di euro all’anno, visto il ribasso ulteriore dei tassi. Le misure di supporto sulla liquidità sono fondamentali per il sostegno delle imprese e quindi per mantenere i posti di lavoro e indirettamente quindi per il supporto alla ripartenza dell’economia.

Un altro elemento chiave è saper interpretare il nuovo mercato che si creerà e adeguare prodotti e servizi a questo.

3) Il mattone potrebbe in altri termini, tornare ad essere un ‘bene rifugio’, o potrebbe prevalere, in una situazione di incertezza, un maggiore interesse verso la locazione?

Un’ipotesi che potrebbe realizzarsi è che, con il pesante calo di tutte le Borse mondiali, chi ha liquidità torni a investire su quelli che sono i beni rifugio per eccellenza, il mattone in primis.

4) Le misure di distanziamento sociale inevitabilmente hanno modificato le abitudini della popolazione, sia in ambito abitativo – familiare che in quello lavorativo. Si potrebbe assistere ad una crescita di interesse per gli immobili di maggiore metratura (anche e soprattutto nel settore degli uffici o immobili per uso produttivo) ?

Potrebbero verificarsi dei cambiamenti a livello di tagli e dimensioni delle diverse tipologie immobiliari. Lo stiamo già in parte riscontrando per quanto riguarda le richieste attive di abitazioni in acquisto, per cui, l’emergenza Covid sta determinando nuove esigenze: spazi più ampi, un’area studio per lavorare da casa, oppure, nel caso delle abitazioni di lusso, uno spazio fitness. Nell’ambito degli uffici, potrebbero esserci cambiamenti determinati dal maggiore ricorso allo smart working che in questo momento stiamo sperimentando.

Tutti elementi che potrebbero essere importanti per far muovere il mercato immobiliare.

5) La riqualificazione edilizia, con particolare riguardo all’efficientamento energetico, era uno dei trend su cui maggiormente la vs azienda stava lavorando prima della pandemia. Visto il lungo periodo che stiamo trascorrendo nelle nostre abitazioni, ritenete che adesso ci possa essere ancora più attenzione verso la propria abitazione, verso i consumi energetici, e quindi indurre a realizzare interventi di efficientamento, viste anche le detrazioni fiscali, la cessione del credito, che incentivano la realizzazione di tali interventi?

Effettivamente noi siamo partiti già da un po’ su questa attività e ci troviamo quindi pronti a cogliere l’ondata che credo arriverà a breve.

In questo momento tutti stiamo vivendo maggiormente le nostre abitazioni e questo ci rende talvolta più consapevoli dei temi legati ai consumi, all’efficienza energetica ma anche alla qualità della vita in genere sia in termini di vivere meglio in casa sia in termini di avere spazi adeguati anche per lavorare da casa.

Il parco abitativo è insicuro, non confortevole, insalubre, energivoro, dopo questi mesi la consapevolezza di questo è certamente maggiore da parte di tutti; questo fenomeno sarà il motore di una nuova domanda di immobili.

Un ruolo determinante lo faranno anche gli incentivi statali messi in campo. Non serve probabilmente pensare a stravolgere quello che già c’è ma semplicemente allungare un po’ i termini e dare maggiore stabilità per almeno 3/5 anni agli incentivi sia sul condominio che sul residenziale.

Anche un incremento delle aliquote su Ecobonus e Sismabonus sarebbe importante per dare una fortissima accelerata alla domanda visto che oggi si è creato il bisogno che prima era latente. Dal mio punto di vista questi e pochi altri sono gli interventi prioritari da mettere in campo.

Un piano di medio periodo su questo rappresenterebbe un volano incredibile non solo per la filiera della Sostenibilità ma per l’intero Paese.

Intervista a cura di Francesco Saverio Del Buono